Dentice alla griglia



Se vai dal pescivendolo e trovi un bel dentice da 2,3 kg ad un ottimo prezzo, tu non lo compreresti?

Io non ci ho pensato! E così ho invitato i miei genitori e mio fratello con la sua compagna per il giorno dopo per un bel pranzo in compagnia.


Un dentice di 2,30 kg non necessita di molto per essere buono e saporito: la sua carne è molto pregiata e nota per il suo sapore delicato, molto digeribile, poco calorica e ricca di nutrienti.

Inoltre, le carni del dentice hanno un basso contenuto di grassi: su 100 gr di prodotto solo 3,5 gr sono lipidi, di cui la maggior parte sono acidi grassi polinsaturi della serie omega 3, cioè i cosiddetti “grassi buoni”, tanto importanti per il nostro organismo, che non è in grado di sintetizzarli da solo, ma che devono essere apportati con la dieta. I grassi buoni sono un valido aiuto nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e neurodegenerative.

Aggiungo infine che il dentice è una vera e propria fonte di sali minerali, fra cui calcio e fosforo e la vitamina A.


L’unica accortezza che bisogna porre nel cucinare un pesce di queste dimensioni è di non passare la cottura. Il che non è così difficile, anche se non si ha il termometro da cucina.

Difatti, la cara amica Pescivendola mi ha spiegato che per sapere se il pesce è cotto è sufficiente infilare un coltello nella sua schiena, lungo la pinna dorsale, e vedere se la carne si stacca facilmente dalla lisca centrale. A quel punto il pesce è pronto!

Questa attenzione è d’obbligo per un pesce pescato in mare, non di allevamento, e quindi non molto grasso come quello che ho comprato: cuocerlo troppo renderebbe le sue carni stoppose.




Ingredienti - Dosi per 8 persone


  • Dentice, peso 2,3 kg

  • olio extra vergine di oliva q.b

  • sale q.b.



Preparazione


Dopo che mio marito ha accuratamente eviscerato e pulito il dentice, lo abbiamo messo sulla griglia elettrica e fatto cuocere per circa 35 minuti.


A questo punto abbiamo fatto la prova col coltello, e visto che le carni si staccavano per bene dalla lisca centrale, abbiamo tolto il dentice dalla griglie e messo su un piatto da portata.


Mio marito, abile col pesce molto più di me, è poi passato al porzionarne le carni: con un pesce di queste dimensioni anche questa operazione è semplice in quanto quasi tutte le lische restano attaccate alla lisca centrale e quelle che si staccano sono grandi abbastanza da essere viste senza difficoltà.

Non da ultimo, mio marito consiglia caldamente di non scartare la testa intera, perché i muscoli della testa sono una delle parti più delicate e buone del pesce.


Per condire le carni di questo pesce, che ricordo sono delicate e saporite di loro, è sufficiente un poco di sale e del buon olio extra vergine di oliva.


Ed ora, buon appetito!




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